Il cassonetto tradizionale — la scatola in muratura o in lamiera che alloggia il rullo della tapparella sopra ogni finestra — è storicamente il punto più critico dell'involucro termico di una casa degli anni '70-'90. Costruito prima dell'era dell'efficienza energetica, il cassonetto tradizionale non ha isolamento significativo: la trasmittanza della parete in quel punto può arrivare a 2,5-3,0 W/m²K contro 0,3-0,4 W/m²K del muro circostante.
Il ponte termico del cassonetto si manifesta con evidenza in inverno: la striscia di condensa e spesso di muffa che compare regolarmente sopra le finestre di molte case italiane costruite prima del 1990 è quasi sempre attribuibile al cassonetto non isolato, non all'umidità di risalita o al serramento stesso.
Il monoblocco termico risolve il problema alla radice: è un sistema prefabbricato in cui cassonetto, controtelaio del serramento, guide laterali della tapparella e isolamento perimetrale sono integrati in un unico elemento da installare nella fase di posa. Il materiale isolante principale è tipicamente EPS con densità 20-30 kg/m³ (80-120 mm di spessore) oppure poliuretano espanso iniettato in stabilimento, con valori di trasmittanza della parete nel punto del monoblocco scesi a 0,8-1,2 W/m²K.
L'installazione di un monoblocco in ristrutturazione richiede un allargamento del vano murario verso l'alto di 12-18 cm per alloggiare il cassonetto integrato. I tempi di posa per finestra sono di circa 2-3 ore per un posatore qualificato. Il costo del monoblocco si aggiunge a quello del serramento ed è tipicamente di 200-400 € per apertura a seconda delle dimensioni.
Il risparmio energetico del monoblocco rispetto al cassonetto tradizionale con sola schiuma è reale e misurabile: su una villetta con 10 finestre in zona E, il recupero termico annuo attraverso i cassonetti può valere 400-600 kWh/anno — pari a circa 60-80 € annui sul costo del metano. Il tempo di ritorno dell'investimento, tenendo conto degli incentivi fiscali applicabili, è generalmente di 7-12 anni.