Il Superbonus 110% introdotto dal D.L. 34/2020 è stata la misura fiscale più impattante della storia recente sull'edilizia residenziale italiana, e ha generato un'enorme aspettativa anche per la sostituzione delle finestre. Nel 2026, la domanda che ci sentiamo più spesso in sopralluogo è ancora: posso accedere al Superbonus 110% per cambiare le finestre? La risposta sincera, nel 2026, è no. Vediamo cosa è successo, perché la misura non è più applicabile ai serramenti, e quali sono le alternative residue.
Cosa era il Superbonus 110% originario
Il Superbonus 110% era una detrazione fiscale al 110% per interventi di efficientamento energetico (ecobonus) e antisismici (sismabonus) introdotta dal D.L. 34/2020 (Decreto Rilancio) per stimolare il settore edilizio dopo la pandemia. La sostituzione di serramenti rientrava come intervento trainato — cioè agevolabile al 110% solo se accompagnato da un intervento trainante principale di efficientamento (sostituzione caldaia, cappotto termico, pannelli solari). Da solo, l'intervento sulle finestre non poteva accedere al 110%, ma combinato con il cappotto termico o la caldaia a condensazione, sì.
L'evoluzione della misura 2021-2024
- 2020-2022: Superbonus 110% pienamente operativo, con cessione del credito e sconto in fattura come opzioni alternative alla detrazione.
- 2023: riduzione al 90% per nuove pratiche unifamiliari, mantenimento al 110% per pratiche condominiali già asseverate.
- 2024: riduzione al 70% generalizzata, restrizione drastica della cessione del credito con D.L. 39/2024.
- 2025: ulteriore riduzione al 65% per interventi residui, blocco quasi totale di nuove pratiche.
- 2026: il Superbonus non è più applicabile in via ordinaria a nuove pratiche di sostituzione serramenti — la misura è di fatto chiusa per il caso residenziale tipico.
Perché non è più applicabile ai serramenti nel 2026
Tre motivi convergenti. (1) La misura era a termine: la cornice originaria prevedeva scadenza progressiva con riduzione delle aliquote dal 110% al 70%, 65%, fino all'esaurimento. Nel 2026 la finestra temporale per nuove pratiche residenziali tipiche è chiusa. (2) Il D.L. 39/2024 ha drasticamente limitato la cessione del credito e lo sconto in fattura, eliminando i meccanismi che rendevano il 110% appetibile. (3) Il livello del debito fiscale generato (oltre 200 miliardi di euro nel triennio 2021-2023) ha indotto il legislatore a riportare il sistema sulla detrazione ordinaria al 50% per Bonus Casa ed Ecobonus, escludendo gli interventi sui serramenti dalle nuove pratiche maggiorate.
Le alternative concrete nel 2026
Per la sostituzione delle finestre nel 2026, le agevolazioni effettivamente accessibili sono tre: Bonus Casa 50% (detrazione IRPEF in 10 anni, massimale 96.000 €), Ecobonus 50% (detrazione IRPEF in 10 anni, massimale 60.000 €, soglie Uw da rispettare), Bonus Sicurezza 50% (per porte blindate, tapparelle blindate RC2+, inferriate). Sono cumulative tra loro solo per interventi distinti — non per lo stesso serramento. La detrazione del 50% per Bonus Casa o Ecobonus resta lo strumento più semplice e ampio per il caso tipico.
Casi residui dove il Superbonus può sopravvivere
Esistono nicchie estremamente limitate dove il Superbonus mantiene applicabilità: condomini con pratica già asseverata prima delle scadenze, interventi nelle zone del cratere sismico Centro Italia 2016-2017 in regime di ricostruzione, immobili di IACP e ATER con specifici regimi transitori. Per il privato cittadino della pianura veneta che vuole sostituire le finestre nel 2026 in abitazione standard, queste nicchie non sono accessibili. Affidarsi a chi promette accesso al Superbonus per la sostituzione serramenti residenziale ordinaria nel 2026 espone a rischi fiscali pesanti, perché eventuali fatture non conformi e dichiarazioni mendaci possono comportare contestazioni dell'Agenzia delle Entrate con sanzioni e recupero del beneficio.
Il bilancio dell'esperienza in Veneto
Nel triennio 2021-2023, il Superbonus 110% ha generato un'enorme accelerazione del mercato della sostituzione serramenti in Veneto: code di mesi sui produttori, aumenti di prezzo del 25-40% tra 2020 e 2023, qualità della posa talvolta compromessa per fretta. Diversi cantieri di quel periodo hanno presentato problemi a 2-3 anni di distanza: condense da posa veloce, ferramenta non dimensionata sui serramenti pesanti, controtelai non coibentati adeguatamente. Il mercato post-Superbonus si è normalizzato a partire da metà 2024, con prezzi tornati ai range attuali (380-690 €/m² per PVC, 580-920 €/m² per alluminio) e qualità di posa nuovamente al livello pre-2020.
Cosa fare oggi senza Superbonus
- Verificare la propria capienza IRPEF per i prossimi 10 anni: il Bonus Casa o Ecobonus al 50% richiede dichiarazione capiente per recuperare le quote.
- Scegliere la tipologia di bonus più adatta: Bonus Casa per semplicità, Ecobonus se il serramento rispetta soglia Uw e si vuole ottimizzare il massimale specifico.
- Frazionare interventi grandi su due annualità diverse per massimizzare la deducibilità in caso di IRPEF al limite della capienza.
- Considerare finanziamento bancario dedicato alla ristrutturazione per chi non ha liquidità immediata: rate calibrate sulla detrazione recuperata.
- Valutare l'intestazione della pratica a familiari conviventi con capienza IRPEF maggiore, nei limiti delle norme di convivenza anagrafica.
L'investimento sui serramenti resta uno dei più convenienti in assoluto sul lungo termine, anche senza Superbonus. La detrazione al 50% sul Bonus Casa o Ecobonus dimezza il costo netto a 10 anni, il risparmio energetico stimato è del 15-25% sulla bolletta termica annua passando da finestre di 25-30 anni a serramenti moderni con Uw 1,0-1,2, l'aumento del valore patrimoniale dell'immobile è di 5.000-12.000 € per appartamento medio. Anche senza il moltiplicatore del 110%, il calcolo rimane economicamente sensato.
Diffidare in fase di preventivo da chi promette accessi al Superbonus o a sconti in fattura che non sono più disponibili: nel migliore dei casi è cattiva informazione del fornitore, nel peggiore è tentativo di forzare la firma del contratto su presupposti errati che porteranno a contestazioni fiscali. La trasparenza normativa è oggi più che mai un valore distintivo.
Il triennio del Superbonus 2021-2023 ha lasciato sul mercato veneto effetti duraturi: un'inflazione del 25-40% sui prezzi dei serramenti che si è solo parzialmente riassorbita, una scarsità di manodopera qualificata che persiste sui posatori con qualifica UNI 11673-2 (la formazione richiede tempo), un proliferare di imprese aperte velocemente nel boom 2021-2022 che oggi chiudono lasciando clienti senza assistenza. Una conseguenza pratica importante per chi ha fatto interventi in quel periodo: verificare oggi se l'impresa originale è ancora attiva e se la garanzia è effettivamente esercitabile. Nel 20-30% dei casi che vediamo, il fornitore originale ha cessato l'attività e la garanzia residua è di fatto persa, salvo quella di sistema del produttore esercitabile tramite altri distributori del territorio.
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