Il Bonus Casa al 50% prevede un massimale di spesa di 96.000 euro per immobile. Sembra una cifra alta, e in molti casi lo è: una sostituzione integrale di 12 finestre su una villetta da 110 m² costa lorde 11.000-14.000 euro, ampiamente sotto soglia. Ma quando l'intervento è più ampio — ristrutturazione complessiva con bagno, cucina, impianti, cappotto interno, serramenti — il plafond si esaurisce più in fretta di quanto si creda. Conoscere come funziona davvero il calcolo del tetto evita sorprese in fase di compilazione della dichiarazione dei redditi a fine anno.
Per immobile, non per famiglia o per anno
Il primo punto da chiarire è l'unità di calcolo. Il massimale di 96.000 euro è riferito a immobile, identificato da subalterno catastale, non al contribuente o all'anno fiscale. Su uno stesso immobile, anche con interventi distribuiti su più anni e su più contribuenti (coniugi cointestatari), il tetto cumulato resta 96.000 €. Su due immobili distinti (es. appartamento di residenza e seconda casa) ciascuno ha il proprio tetto autonomo. Su un immobile cointestato fra due coniugi, ciascuno detrae al 50% sull'imposta IRPEF dovuta sul proprio 50% di proprietà, ma il plafond è unico.
Il calcolo si fa per data di pagamento, non per data di esecuzione lavori. Una ristrutturazione iniziata a dicembre 2025 e pagata in tre tranche (dicembre 2025, marzo 2026, giugno 2026) vede la spesa attribuita all'anno fiscale del bonifico, non a quello del cantiere. Questa è una sottigliezza che permette di gestire interventi di grande importo distribuendo i pagamenti su più anni — utile quando l'intervento totale supera il tetto.
Cosa rientra nel calcolo del massimale
Nel computo del Bonus Casa rientrano tutti gli interventi di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia eseguiti sullo stesso immobile. Sui serramenti rientrano: sostituzione di finestre, portefinestre, persiane, tapparelle, porte blindate, monoblocchi termici. Non rientrano: arredi (cucina, mobili, tendaggi), elettrodomestici (questi hanno bonus dedicati con tetti separati), interventi su pertinenze esterne non residenziali. La voce IVA è inclusa nel computo della spesa agevolabile.
- Sostituzione integrale finestre (12 vani) PVC 82 mm: 11.000-14.000 € — peso modesto sul plafond.
- Sostituzione finestre + tapparelle blindate RC2 (8 vani): 18.000-24.000 € — peso significativo.
- Sostituzione + monoblocchi termici integrali su villa: 25.000-38.000 € — saturazione 25-40% del plafond.
- Ristrutturazione completa bagno: 12.000-25.000 € — voce separata da gestire nel cumulo.
- Rifacimento cucina (lavori muratura, impianti): 18.000-35.000 € — l'arredo è escluso dal Bonus Casa.
- Cappotto termico interno residenziale: 35.000-65.000 € — voce singola di peso massimo sul tetto.
Quando il tetto rischia di saturarsi
Sulle ristrutturazioni complete che vediamo nella pedemontana vicentina e trevigiana, il tetto si avvicina o si supera con tre tipi di intervento combinato. Primo: villa singola di 130-160 m² con riqualificazione totale (serramenti + cappotto + impianti + due bagni + cucina nuova). Investimento lordo 110.000-170.000 €, plafond Bonus Casa saturato. Secondo: appartamento condominiale di pregio in centro storico con vincoli sovrintendenza (Vicenza, Treviso, Bassano) — i costi di restauro conservativo sono elevati. Terzo: rifacimento di seconda casa montana (Asiago, Folgaria, Recoaro) con coibentazione integrale per renderla abitabile tutto l'anno.
Quando il tetto rischia di saturare, due strategie operative funzionano. Prima: ripartire i lavori su due anni fiscali — la spesa del primo anno conta verso il primo plafond, quella dell'anno successivo verso lo stesso plafond cumulato (rimangono però 96.000 € totali). Seconda: separare gli interventi energetici sotto Ecobonus (plafond 120.000 € dedicato ai serramenti) dagli interventi generici sotto Bonus Casa (plafond 96.000 € per tutto il resto). Su una ristrutturazione tipo, questa separazione amplia il plafond totale combinato a 216.000 € fra le due agevolazioni.
Esempio operativo: villa 140 m² Bassano
Villa singola anni '80 in periferia di Bassano, 140 m² su due piani. Ristrutturazione completa: serramenti 14 vani in PVC 82 mm con tapparelle blindate RC2 (28.000 € lordi), monoblocchi termici (4.500 €), porta blindata RC3 (3.200 €), porte interne 7 ante (5.800 €), cappotto interno mansarda (12.000 €), rifacimento bagno principale (18.000 €), nuova cucina lavori muratura (8.000 €). Totale lavori agevolabili 79.500 €. Sotto il tetto di 96.000 €: tutto in Bonus Casa al 50%, detrazione totale 39.750 € distribuita su 10 anni come 3.975 €/anno.
Il limite reale: capienza IRPEF
Un secondo limite spesso trascurato è la capienza IRPEF del contribuente. La detrazione del 50% si applica annualmente in rate costanti su 10 anni, ma solo se il contribuente ha imposta IRPEF dovuta sufficiente ad assorbirla. Su una detrazione totale di 40.000 € distribuita su 10 anni come 4.000 €/anno, il contribuente deve avere ogni anno almeno 4.000 € di IRPEF lorda dovuta dopo le altre detrazioni. Per redditi da pensione o da lavoro dipendente medio-bassi, la capienza può non bastare, e la quota non utilizzata si perde. Vale la pena fare il calcolo previsionale con il commercialista prima di pianificare interventi di importo elevato.
Pianificazione pluriennale: come spalmare gli interventi
Per chi prevede interventi cumulativamente superiori a 96.000 € su un singolo immobile, la pianificazione pluriennale è la chiave. Spalmare la ristrutturazione su 2-3 anni fiscali con bonifici staccati permette di lavorare entro la capienza IRPEF annuale del contribuente, senza perdere quote di detrazione per insufficienza di imposta lorda. Un secondo motivo strategico per la dilatazione temporale è il coordinamento con altri carichi fiscali del contribuente: detrazioni mediche, spese scolastiche, oneri assicurativi, premi vita. La pianificazione concordata con il commercialista all'inizio dei lavori, non a metà cantiere, evita sprechi e ottimizza il beneficio.
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