A Treviso l'alluminio ha un mercato specifico e ben delimitato. Non è il materiale di default per la sostituzione del condominio in centro, ma è la scelta giusta nelle ville moderne di Santa Bona e Selvana, nelle ristrutturazioni con grandi luci, nei progetti d'autore che chiedono profili sottili e linee nette. Conoscere quando ha davvero senso evita un sovrapprezzo del 40-60% rispetto al PVC quando non serve. Con 85.000 abitanti e una densità di ville recenti significativa, Treviso è uno dei mercati dove il sopralluogo tecnico fa più differenza.
Taglio termico: cosa misurare prima di firmare
L'alluminio senza taglio termico nel 2026 non dovrebbe esistere nel residenziale. Per principio. La barra in poliammide o poliuretano che separa l'estruso interno dall'esterno è ciò che porta il telaio da Uf di 5 W/m²K (vecchio alluminio anni '80) a Uf 1,6-2,2 W/m²K nei sistemi attuali. Il taglio termico va misurato in millimetri: 24-28 mm sui sistemi entry-level, 32-40 mm sui sistemi premium come Schüco AWS 75 BS.SI o Aluk SC95. La scheda tecnica deve riportare la profondità in mm; senza, non è confrontabile.
Un secondo parametro decisivo è la presenza di schiumati nelle camere principali del profilo. Le serie premium iniettano espanso poliuretanico nei vani fra le barre, portando l'Uf da 1,8 a 1,4 W/m²K. È un dettaglio costruttivo che cambia in modo netto la prestazione complessiva senza modificare lo spessore esterno del telaio.
Scorrevoli minimal per le ville di Santa Bona e Selvana
Nelle periferie nuove di Treviso, il progetto architettonico ricorrente prevede grandi luci verso il giardino: 3-4 metri di portafinestra con vetro filo telaio. Qui il PVC fatica strutturalmente, l'alluminio domina. Le due soluzioni tecniche praticabili sono lo scorrevole tradizionale a 2-3 ante e lo scorrevole alzante HS — il primo è meno costoso e più diffuso, il secondo è la scelta per grandi luci e tenuta superiore.
Sulla portafinestra scorrevole tradizionale, il limite ragionevole sono 2,4 m di luce per anta e peso fino a 200 kg. Oltre, il carrello inferiore lavora a fatica, le guarnizioni si usurano in 4-5 anni, e la tenuta acqua scade. Lo scorrevole alzante HS gestisce 250-400 kg per anta e luci oltre i 3 m senza compromessi tecnici.
Una variante intermedia frequente sulle ville di Selvana e Santa Bona è lo scorrevole tradizionale parallelo (sistema Aluk Imperial 60ST o Schüco ASS 50): meno costoso del HS, gestisce ante fino a 2,8 m di larghezza con peso 200-250 kg, tenuta classe E1200 acqua. Per chi non ha esigenza di portate estreme né di filo pavimento certificato è il punto di equilibrio prezzo/prestazione su luci medie.
- Finestra alluminio TT 65 mm doppio vetro: 580-680 €/m², profilo medio per residenziale.
- Finestra alluminio TT 75 mm triplo vetro: 780-920 €/m², premium per ville pretenziose.
- Portafinestra scorrevole tradizionale alluminio: 1.800-2.600 €/m² per luce 2,4 m.
- Portafinestra scorrevole alzante HS alluminio: 4.200-6.500 € per luce 3-3,5 m a 2 ante.
- Sezione minimal in vista 20-25 mm (sistemi Heroal, Sapa): sovrapprezzo 15-25% sul sistema standard.
Sistemi di riferimento per il residenziale
Sui cantieri trevigiani lavoriamo con quattro sistemi che ricorrono per qualità documentata: Schüco AWS per le finestre a battente di gamma alta, Aluk Imperial per il rapporto qualità/prezzo nelle ristrutturazioni standard, Sapa per le sezioni minimal, Heroal per i grandi scorrevoli. Su ognuno la scheda tecnica deve riportare Uf certificato, classe vento UNI EN 12210, classe aria UNI EN 12207 e tenuta acqua UNI EN 12208 — meglio E1500 o superiore per affacci esposti.
La verniciatura è l'altro fattore di durata. Il ciclo a polveri cotte in forno (qualicoat seaside per zone umide o marine) garantisce 25-30 anni di stabilità colore e resistenza alla corrosione. Sui sistemi a basso costo si trovano verniciature liquide o cicli ridotti: il colore vira in 8-10 anni e si vede a occhio.
Quando conviene davvero l'alluminio
Tre scenari concreti dove a Treviso l'alluminio ripaga il maggior costo. Primo: portefinestre di larghezza superiore a 1,2 m per anta — l'alluminio mantiene la rigidità che il PVC perde. Secondo: facciate continue o vetrate strutturali oltre i 4 m di luce. Terzo: progetto architettonico contemporaneo dove il profilo da 35-45 mm di battuta è parte del linguaggio formale. Negli altri casi, il PVC 82 mm con doppio basso-emi resta più razionale.
Un quarto criterio meno discusso: la durabilità di 40-50 anni della verniciatura cotta in forno contro i 25-30 anni del PVC. Per chi compra una villa per starci tutta la vita, il costo totale di possesso dell'alluminio diventa competitivo. Per chi rivende a medio termine, conta meno.
Uw obiettivo a Treviso nel 2026
Treviso è zona climatica E (circa 2.400 gradi giorno). Per accedere all'Ecobonus 50% serve Uw ≤ 1,3 W/m²K. Con l'alluminio TT 65 mm e doppio 4/16/4 argon basso-emi si ottiene Uw 1,3-1,4. Con il TT 75 mm e triplo vetro si arriva a Uw 0,9-1,0. Il sovrapprezzo del triplo qui va valutato caso per caso: in pianura veneta è spesso eccesso di spesa rispetto a un doppio 4/18/4 ben fatto. Sulle case in pedemontana asolana (Asolo, Maser, Cavaso del Tomba), il triplo torna a essere ragionevole.
Alluminio o PVC: la decisione su tre criteri
Per chi è indeciso fra alluminio e PVC sulla sostituzione di una villa trevigiana, tre criteri concreti aiutano a decidere. Primo: dimensione delle ante. Sopra i 120 cm di larghezza per anta, l'alluminio mantiene rigidità meccanica che il PVC perde nel tempo per fluage del materiale. Sotto i 100 cm, il PVC è perfettamente dimensionato.
Secondo criterio: budget complessivo dell'intervento. Una villa con 12 vani in alluminio TT 65 mm a 580 €/m² costa lorde 14.000-18.000 euro; in PVC 82 mm a 480 €/m² costa 11.000-14.000 euro. La differenza (3.000-4.000 euro) va valutata rispetto al peso percepito sul progetto complessivo. Se la ristrutturazione è di entità maggiore (cucina nuova, bagno rinnovato, cappotto), il delta diventa accettabile per la scelta estetica.
Terzo criterio: durata prevista dell'immobile in famiglia. L'alluminio verniciato a polveri cotte mantiene aspetto e funzionalità per 40-50 anni senza manutenzione; il PVC 25-30. Per chi acquista per starci tutta la vita, l'alluminio matura il differenziale. Per chi prevede una rivendita a 10-15 anni, il PVC è la scelta razionale.
Un quarto elemento da considerare nei cantieri trevigiani è la disponibilità di colori RAL. L'alluminio si presta a qualsiasi colore RAL standard con verniciatura a polveri (incluso il nero opaco molto richiesto negli ultimi anni per le ville contemporanee), oltre alle finiture anodizzate (champagne, bronzo, inox spazzolato) impossibili sul PVC. Per chi cerca un colore preciso o un'estetica metallica, la scelta è obbligata sull'alluminio.
Sul tema della riciclabilità a fine vita, l'alluminio ha un altro vantaggio significativo: è riciclabile al 100% e a ciclo chiuso, con consumo energetico del riciclo pari al 5% di quello della produzione primaria. Il PVC è riciclabile ma con filiere meno consolidate. Per progetti che ambiscono a certificazioni di sostenibilità (LEED, CasaClima Nature), l'alluminio è preferibile nel calcolo dell'impronta CO2 a lungo termine. È un dettaglio che pochi clienti chiedono in modo esplicito a Treviso, ma che entra sempre più frequentemente nelle scelte di chi ristruttura con sensibilità ambientale.
- Ante > 120 cm di larghezza: alluminio per rigidità meccanica.
- Ante < 100 cm: PVC perfettamente dimensionato.
- Budget intervento elevato (ristrutturazione completa): delta alluminio assorbito.
- Permanenza 30+ anni: alluminio matura il costo totale di possesso.
- Rivendita 10-15 anni: PVC sufficiente.
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