La fattura elettronica emessa dall'installatore tramite Sistema di Interscambio (SdI) è il documento contabile cardine per beneficiare dell'Ecobonus. Una fattura formalmente incompleta, anche in presenza di bonifico parlante corretto e pratica ENEA inviata, può portare al disconoscimento della detrazione in verifica.
Perché la fattura è il documento principale
L'Agenzia delle Entrate, in caso di controllo, parte sempre dalla fattura: deve essere autoesplicativa e collegare in modo inequivocabile spesa, intervento, immobile e beneficiario. La pratica ENEA e il bonifico sono complementari, non sostitutivi.
Dati obbligatori in fattura
- Dati del committente: nome, cognome, codice fiscale (privato) o ragione sociale e P.IVA (professionista).
- Indirizzo dell'immobile oggetto dell'intervento, distinto dall'eventuale indirizzo di residenza diverso.
- Dati catastali (foglio, mappale, sub) — non sempre richiesti ma molto utili in caso di verifica.
- Descrizione analitica dei lavori (vedi paragrafo successivo).
- Aliquota IVA con riferimento normativo (10% o 22%).
- Indicazione del regime: «Sostituzione serramenti in immobile esistente — Ecobonus 50% L. 296/2006».
- Modalità di pagamento: bonifico parlante con riferimento normativo.
Descrizione analitica dei lavori
La descrizione non può essere generica («fornitura serramenti»). Deve riportare per ogni intervento:
- Numero e tipologia degli infissi (es. «6 finestre PVC + 2 porte-finestre»).
- Misure in mm (larghezza × altezza) o superficie in m².
- Materiale del telaio (PVC, alluminio, legno, legno-alluminio).
- Tipologia del vetro (doppio/triplo, valore Ug, gas argon/krypton).
- Valore Uw del serramento finito (dichiarato a norma EN 12567-1).
- Voci accessorie: smontaggio del vecchio infisso, smaltimento, posa, controtelaio, opere murarie, davanzali.
Formato consigliato >
💡 Vanzo Serramenti emette fatture con una tabella dettagliata per ogni serramento: posizione, dimensioni, Uw, materiale, prezzo unitario. Allegato alla fattura va il computo metrico con la stessa numerazione.
Aliquota IVA: 10% o 22%?
L'IVA agevolata al 10% si applica alla sostituzione di serramenti su immobili residenziali esistenti (Tabella A, parte III, DPR 633/72). Si applica il 22% nei casi seguenti:
- Nuove costruzioni e ampliamenti (non sostituzione).
- Immobili non residenziali (uffici, capannoni, attività commerciali).
- Forniture di solo materiale senza posa (la posa è il presupposto del 10%).
- Beni significativi che superano il valore della manodopera (i serramenti rientrano fra i beni significativi: l'IVA 10% si applica solo fino a concorrenza del valore della posa; l'eccedenza è al 22%).
Beni significativi: regola da conoscere >
⚠️ Esempio: posa 3.000 € + serramenti 12.000 €. IVA 10% si applica su 6.000 € (3.000 di posa + 3.000 di serramenti, fino a concorrenza della posa). I restanti 9.000 € del bene serramento sono al 22%. Va indicato esplicitamente in fattura.
Errori che fanno decadere il bonus
- Descrizione generica: «installazione finestre» senza dettagli prestazionali e numerici.
- Aliquota IVA errata: 22% applicato senza distinzione beni significativi.
- Codice fiscale mancante o errato: il committente deve essere identico al beneficiario del bonifico parlante.
- Mancato riferimento al regime fiscale: senza la dicitura del riferimento normativo (L. 296/2006) la fattura è formalmente non agevolabile.
- Fattura emessa a soggetto diverso dal pagatore del bonifico parlante: il fisco controlla la coincidenza.
- Fattura emessa prima dell'effettiva esecuzione: salvo acconti chiaramente identificati, la fattura deve seguire l'esecuzione dei lavori.
La fattura deve essere obbligatoriamente elettronica?
Sì, dal 2024 tutte le fatture B2C e B2B devono essere emesse via SdI in formato XML, salvo casi residuali di regime forfettario sotto soglia. Per i lavori in regime Ecobonus la fattura elettronica è di fatto sempre obbligatoria.
Cosa indico se il pagamento avviene in acconto e saldo in anni diversi?
Si emettono due fatture, una per l'acconto e una per il saldo, entrambe con bonifico parlante separato. Le quote di detrazione si dividono per anno in base alla data di pagamento (criterio di cassa): cinque rate iniziano dall'anno dell'acconto, le altre cinque dall'anno del saldo.
Posso farmi modificare una fattura sbagliata?
Sì, l'installatore emette una nota di credito sulla fattura errata e una nuova fattura corretta. Va fatto entro l'anno fiscale di emissione, altrimenti complica la dichiarazione. Vanzo Serramenti riprende e corregge senza oneri eventuali fatture imprecise.
Se ho perso la fattura cartacea, basta quella in conservazione SdI?
Sì, la fattura elettronica è conservata digitalmente nei sistemi SdI per 10 anni. Puoi scaricarla in qualsiasi momento dal cassetto fiscale dell'Agenzia delle Entrate. Vale a tutti gli effetti come originale.
Le opere murarie accessorie vanno fatturate dall'installatore o dal muratore?
Per semplificare la pratica fiscale è consigliabile che siano fatturate dall'installatore (impresa serramenti) come voce unica connessa alla posa. Se le esegue un muratore separato, serve una seconda fattura con bonifico parlante separato, anch'essa detraibile come opere accessorie.
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