Per chi vuole rinforzare la sicurezza dell'abitazione — porta blindata, tapparelle anti-effrazione, inferriate — esiste nel 2026 un'agevolazione fiscale dedicata che molti non conoscono o confondono con il generico Bonus Casa. Si chiama Bonus Sicurezza, detrazione IRPEF al 50% in 10 quote annuali, ed è la via fiscale più ordinata per gli interventi anti-intrusione. Niente comunicazione ENEA, niente soglie di trasmittanza, niente asseverazione tecnica. Vediamo perimetro, importi e procedura.
Cosa copre esattamente il Bonus Sicurezza
Il Bonus Sicurezza rientra nel più ampio Bonus Casa ex articolo 16-bis TUIR, lettera f), che agevola al 50% gli interventi finalizzati alla prevenzione degli atti illeciti da parte di terzi. Significa che la categoria fiscale è la stessa del Bonus Casa, ma con perimetro specifico: porte blindate, tapparelle blindate (classe RC2 e superiori), inferriate fisse e apribili, casseforti a muro, sistemi di allarme cablati e wireless installati professionalmente, vetri antieffrazione installati su finestre esistenti, serrature anti-bumping e anti-scasso, cilindri europei di classe alta.
- Porta blindata di sostituzione, classi RC2-RC3-RC4 secondo UNI EN 1627: range 1.600-4.000 € a porta.
- Tapparella blindata classe RC2 o RC3 a sostituzione di tapparella standard: 480-880 €/m² fornitura più posa.
- Inferriate fisse o apribili in acciaio zincato o verniciato: 200-500 €/m² a seconda della tipologia.
- Vetri antieffrazione classe P4A o P5A sostitutivi su finestre esistenti senza cambio di telaio.
- Sistemi di allarme cablati professionali con centrale e sensori: 1.500-4.500 € per appartamento medio.
- Cilindri europei di alta sicurezza (3-6 stelle DIN, anti-bumping, anti-trapano) installati come ricambio.
Cosa NON copre (e dove si fanno confusioni)
Il Bonus Sicurezza non copre interventi che hanno funzione primaria diversa, anche se aggiungono sicurezza come effetto collaterale. Non rientrano: sostituzione di finestre standard (anche con vetri di sicurezza, perché l'intervento è di sostituzione del serramento — va sul Bonus Casa o Ecobonus), porte interne anche se rinforzate, casseforti mobili non a muro, telecamere standalone senza centrale, illuminazione esterna anche con sensori, persiane di alluminio standard senza certificazione anti-effrazione, tapparelle PVC standard senza classe RC.
Il caso porte blindate: come scegliere la classe
La porta blindata è il caso d'uso più comune del Bonus Sicurezza. La classificazione UNI EN 1627 distingue RC1 (minima, dissuade tentativi occasionali), RC2 (3 minuti contro utensili manuali), RC3 (5 minuti con piede di porco), RC4 (10 minuti con seghe e trapano). Per il residenziale tipico in pianura veneta — Bassano, Vicenza, Treviso, Padova — la scelta razionale è RC3, range 1.600-2.200 € per anta singola fornitura più posa IVA esclusa. Per piani terra esposti, ville isolate o zone con statistica di furti più alta (alcune aree dell'arzignanese, della bassa padovana), si va su RC4 con corazza aggiuntiva: 2.800-4.000 €.
Tapparelle blindate: il dettaglio della certificazione
Le tapparelle rientrano nel Bonus Sicurezza solo se hanno certificazione anti-effrazione classe RC2 o superiore. Tradotto: tapparelle blindate carrarmato in alluminio estruso pieno con sezione 11-14 mm, sistema anti-sollevamento, ganci o catenacci anti-strappo. Range 480-620 €/m² per RC2 motorizzata, 720-880 €/m² per RC3 con anti-sollevamento integrato. Una tapparella PVC standard, anche se motorizzata e ben fatta, non rientra: serve documentazione di certificazione RC nella scheda tecnica del produttore. Va richiesta esplicitamente in fase di preventivo.
Procedura: come Bonus Casa ma più semplice
La procedura è identica al Bonus Casa: pagamento con bonifico parlante (causale art. 16-bis DPR 917/1986 — interventi prevenzione atti illeciti), fattura del fornitore, conservazione documenti 10 anni. Massimale 96.000 € per unità immobiliare condiviso con gli altri interventi di manutenzione straordinaria nello stesso anno. Non serve comunicazione ENEA (è una pratica esclusiva degli interventi di efficienza energetica). Non serve asseverazione tecnica per Bonus Sicurezza, ma è buona norma allegare alla pratica la scheda tecnica del produttore con la certificazione di classe RC.
Il contesto veneto: dove conviene investire
Sui sopralluoghi che facciamo in pedemontana veneta tra Bassano del Grappa, Marostica, Cittadella e Castelfranco, le richieste di intervento di sicurezza si concentrano su due categorie di immobili. Le villette singole isolate degli anni '70-'90 in periferia: piano terra esposto su tre lati, tapparelle PVC sottili originali, porta d'ingresso in legno o blindata di prima generazione. Qui l'intervento tipico è porta RC3 nuova più tapparelle blindate RC2 per i due lati più esposti, spesa 6.000-9.000 € IVA inclusa, recupero Bonus Sicurezza 3.000-4.500 € in dieci anni. Gli appartamenti di centro città ai piani bassi (terra, primo) di edifici anni '60-'80: porta d'ingresso vecchia con cilindro a doppia mappa superato, finestre senza inferriate. Intervento tipico: porta blindata RC3 con cilindro europeo 6 stelle e inferriate apribili sulle finestre bagno e cucina, spesa 3.500-5.500 € IVA inclusa.
Scelta del fornitore: cosa controllare
- Certificazione UNI EN 1627 per porte blindate e tapparelle blindate, con classe RC indicata in scheda tecnica originale.
- Marcatura CE del prodotto con riferimento a UNI EN 14351-1 (per porte esterne pedonali) o normative specifiche.
- Posa qualificata UNI 11673 anche per porte blindate: il telaio deve essere ancorato a muratura strutturale, non a controtelaio sottile.
- Garanzia esplicita sulla parte di sicurezza (cilindro, deviatori, catenacci): 5-10 anni minimo da produttori seri (Securemme, Disec, Mottura, Iseo, CISA).
- Dichiarazione di conformità rilasciata al termine della posa con codice prodotto installato corrispondente alla scheda di marcatura CE.
La regola che diamo ai clienti è semplice: la sicurezza non si compra al ribasso. Una porta blindata da 1.200 € senza certificazione RC, senza cilindro 6 stelle e senza posa qualificata, non protegge realmente. Una RC3 ben certificata e posata a regola d'arte è un investimento ventennale che il Bonus Sicurezza dimezza nel costo netto.
Il Bonus Sicurezza spesso viene usato in modo isolato (cambio della sola porta blindata) ma il massimo risultato si ottiene con interventi coordinati. Su una villa veneta di pianura tipica, l'abbinamento ottimale è: porta blindata RC3 ingresso principale, tapparelle blindate RC2 sul piano terra esposto, inferriate apribili sulla finestra della cucina e del bagno (i punti deboli classici di accesso), cilindro europeo 6 stelle con anti-bumping. Investimento totale 7.500-11.000 € IVA inclusa, Bonus Sicurezza 50% applicabile sull'intero pacchetto. Recupero netto in 10 anni: 3.750-5.500 €. Il risultato è una protezione perimetrale coerente, non solo un dettaglio puntuale che lascia varchi.
Le statistiche dei furti in abitazione del Veneto mostrano una geografia precisa: maggiore concentrazione nelle periferie residenziali con ville isolate (alta padovana, bassa vicentina, alcune zone del veronese e del trevigiano), minore concentrazione nei centri storici protetti e nei condomini di città. Le ville isolate degli anni '70-'90 con tapparelle PVC sottili e porte di legno o blindate di prima generazione sono il bersaglio più frequente. Investire 6.000-9.000 € in interventi di sicurezza con Bonus 50% significa raddoppiare la deterrenza per un costo netto a 10 anni di 3.000-4.500 €. È una scelta che la maggior parte dei clienti che vediamo in sopralluogo dopo aver vissuto un tentativo di intrusione fa senza esitazione, e in molti casi viene affiancata da un impianto di videosorveglianza esterna gestito su pratica separata.
- Scheda tecnica del prodotto con certificazione di classe RC secondo UNI EN 1627 chiaramente leggibile.
- Marcatura CE conforme alla normativa specifica di prodotto (UNI EN 14351-1 per porte esterne pedonali).
- Dichiarazione del fornitore che attesti la natura dell'intervento come finalizzato alla prevenzione di atti illeciti.
- Bonifico parlante con causale specifica art. 16-bis DPR 917/1986 — interventi di prevenzione atti illeciti.
- Fattura analitica con voci distinte tra prodotto certificato anti-effrazione, posa qualificata, eventuali accessori (cilindro, ferramenta di sicurezza).
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