Guide pratiche · 8 min · 15 aprile 2026 · di Mirko Vanzo

Superbonus 110% e serramenti nel 2026: perché non è più applicabile

Il Superbonus 110% non si applica più alla sostituzione di serramenti nel 2026. Perché è finito, quali bonus sono ancora attivi, come si calcolano davvero.

Nel 2026 il Superbonus 110% non è più applicabile alla sostituzione dei serramenti come intervento trainato sul residenziale ordinario. Capita ancora di sentire la frase 'sostituisco le finestre con il Superbonus' nei discorsi al bar o in qualche preventivo che gira: è materiale obsoleto, va corretto subito. L'agevolazione è esaurita per le tipologie di intervento più diffuse, e chi promette ancora oggi al cliente questo schema sta o disinformando in buona fede o costruendo un fraintendimento che porterà problemi in fase di pratica fiscale. Vediamo nel concreto cosa è successo, cosa resta nel 2026, come orientarsi.

Cronologia: come si è chiuso il Superbonus sui serramenti

Il Superbonus 110% è stato introdotto nel 2020 nell'ambito del Decreto Rilancio (DL 34/2020) per stimolare la ripresa post-pandemica del settore edilizio. La sostituzione di serramenti rientrava fra gli interventi trainati nel contesto di un intervento trainante (cappotto termico esterno o sostituzione del generatore di calore), con vincolo che l'insieme garantisse il salto di due classi energetiche dell'immobile. Il meccanismo della cessione del credito e dello sconto in fattura ha alimentato un mercato gonfiato.

Dal 2023 le condizioni si sono inasprite progressivamente: aliquota scesa al 90%, poi al 70%, restrizione delle tipologie di immobile ammesse (prime case con limiti di reddito), stretta sulla cessione del credito. Nel 2025 l'agevolazione è di fatto chiusa per il residenziale singolo ordinario. Quel che resta nel 2026 sono casi residuali (alcune categorie di IACP o cooperative edilizie) che non riguardano la sostituzione finestre della famiglia che ristruttura il proprio appartamento.

Cosa è ancora disponibile nel 2026

Tre agevolazioni restano operative e di valore concreto sulla sostituzione serramenti. La prima è il Bonus Casa 50%, detrazione IRPEF distribuita su 10 anni con massimale di 96.000 euro per immobile. La seconda è l'Ecobonus 50% specifico per la sostituzione di infissi con Uw conforme a quanto richiesto dalla zona climatica (1,3 W/m²K in zona E come gran parte del Veneto). La terza è il Bonus Sicurezza 50% per porte blindate e tapparelle blindate certificate RC2 o superiore.

  • Bonus Casa 50%: prima casa, detrazione IRPEF 10 anni, massimale 96.000 € per immobile.
  • Ecobonus 50%: serramenti con Uw ≤ 1,3 W/m²K in zona E, pratica ENEA entro 90 giorni dalla fine lavori.
  • Bonus Sicurezza 50%: porte blindate e tapparelle blindate RC2+, alternativo a Ecobonus.
  • Bonifico parlante obbligatorio: codice fiscale committente, partita IVA fornitore, norma di riferimento.
  • IVA 10% agevolata su manutenzione straordinaria su immobili abitativi.

Errori comuni di chi parla ancora di Superbonus oggi

Tre situazioni problematiche che vediamo in sopralluogo a Bassano, Vicenza, Padova nel 2026. Prima: il cliente arriva con un preventivo di concorrenza che cita ancora 'detrazione 110%' come elemento di promozione — è materiale ingannevole, scartare il fornitore senza esitare. Seconda: il committente è convinto che esista una versione aggiornata del 110% per anziani, disabili o redditi bassi sui serramenti — non esiste, esistono soltanto le tre agevolazioni descritte sopra. Terza: il vicino dichiara di avere ottenuto il 110% nel 2024 sulla sostituzione e si dà per scontato che valga ancora — la fiscalità cambia anno per anno, vale sempre il quadro vigente al momento dell'inizio lavori.

Un quarto errore frequente è il calcolo del beneficio reale. Il Bonus Casa 50% non è cassa: è detrazione IRPEF spalmata su 10 anni a rate costanti. Su 10.000 euro di lavori, la detrazione è 5.000 euro, ma incassata come 500 euro/anno per 10 anni e solo se l'imposta IRPEF dovuta è sufficiente a capienza. Chi ha redditi bassi può non riuscire a sfruttare l'intera detrazione, e va valutato in anticipo.

Come orientarsi nel 2026: criteri operativi

La scelta del bonus giusto dipende da tre variabili. Prima: la tipologia di intervento. Sostituzione finestre con Uw ≤ 1,3 conviene Ecobonus (incentivo dello stesso 50% ma riconoscimento specifico della finalità energetica). Porte blindate o tapparelle blindate conviene Bonus Sicurezza. Manutenzione straordinaria mista in prima casa conviene Bonus Casa generico. Seconda: il limite di spesa. Sul Bonus Casa il tetto è 96.000 €/immobile, sull'Ecobonus serramenti è 120.000 €/unità immobiliare. Terza: la capienza IRPEF prevista dal contribuente nei prossimi 10 anni.

Su una villetta tipica in periferia di Bassano o Vicenza con sostituzione integrale di 12 finestre PVC 82 mm a 480 €/m² (investimento lordo 10.000-12.000 euro), il Bonus Casa 50% restituisce 5.000-6.000 euro in 10 anni di detrazione IRPEF. L'Ecobonus 50% sulla stessa spesa restituisce la stessa cifra ma con vincolo Uw ≤ 1,3 e pratica ENEA. Per la maggior parte dei casi standard il Bonus Casa è più semplice e flessibile; l'Ecobonus va scelto quando si vuole massimizzare il messaggio energetico (es. classe A in atto di vendita).

Cessione del credito: finita nel 2024

Un'altra eredità del Superbonus che ancora confonde è la cessione del credito d'imposta al fornitore (lo sconto in fattura). Per il Superbonus 110% era prassi standard fino al 2023, poi ha subito stretta progressiva e dal 2024 è chiusa per la generalità degli interventi residenziali. Nel 2026 il committente paga integralmente con bonifico parlante e detrae l'agevolazione nella propria dichiarazione IRPEF dei 10 anni successivi. Non c'è più sconto immediato in fattura. Chi propone schemi di cessione del credito sui serramenti nel 2026 sta lavorando su norme superate o su meccanismi opachi: meglio fermarsi.

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